martedì 28 marzo 2017
Storia
| Le origini del nome |
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L'origine del nome della città non è chiara. Secondo una teoria è ispirato alle gru, uccelli tipici delle paludi e degli acquitrini che anticamente caratterizzavano il territorio: da questa ipotesi deriva lo stemma della città. Secondo un'altra teoria è da ricondurre al termine latino per indicare il guardiano dei campi (Gruarius), mestiere che ben si adatta al carattere agricolo del territorio circostante. Il prefisso Porto deriva dall'antico porto commerciale fluviale, fiorente durante il dominio veneziano ma ormai in disuso.
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Medioevo
La data di fondazione della città di Portogruaro risale al 10 gennaio 1140: con un atto scritto il vescovo di Concordia, Gervino, concesse a Giovanni Venerio, Arpone, Bertaldo, Berigoio, Enrico Mosca, Giovanni Salimbene e ad altri portolani, dei terreni lungo il fiume Lemene per costruirvi case, magazzini per i prodotti agricoli ed un porto fluviale. La prima attestazione documentaria della zona è però un privilegio risalente al 986, atto con cui l'imperatore Ottone III concedeva appunto al vescovo concordiese il dominio del territorio. Già nel X secolo doveva esistere un castello fortificato, sulla riva destra del fiume, che i vescovi della diocesi di Concordia costruirono come loro dimora, non sentendosi più sufficientemente protetti tra le rovine dell'antica vicina città romana di Concordia. Secondo il Bertolini però la nascita della città potrebbe essere coeva a quella della vicina Concordia, infatti secondo lo storico durante il periodo di maggior sviluppo della vicina colonia romana a Portogruaro sarebbe esistito un piccolo villaggio di capanne; dopo l'arrivo dei barbari però gran parte degli abitanti si trasferirono a Portogruaro. Sono stati ritrovati reperti di epoca romana in tutto il territorio comunale, specialmente nella frazione di Lison e nella zona "San Giacomo" dove è stato ritrovato il cimitero di Concordia.
L'impianto urbanistico della città è a pettine, con due strade principali che si sviluppano parallelamente alle rive del Lemene: questa configurazione è tipica degli insediamenti germanici coevi costruiti lungo il corso di fiumi navigabili. Pertanto si può supporre che le influenze tedesche sul territorio siano state molto forti, come conseguenza della generale espansione degli interessi germanici nel nord Italia a partire dall'imperatore Ottone I. Un'ulteriore prova di queste influenze è la provenienza d'oltralpe della maggior parte dei vescovi concordiesi e dei patriarchi di Aquileia nel periodo. Bisogna inoltre rilevare che, esattamente come nel caso delle città tedesche, Portoguraro amministrava uno spazio rurale molto ridotto e fondava la propria ricchezza soprattutto sul commercio.
Nel XII secolo, come dimostra la bolla di Urbano III, la città di Portum de Gruario, aveva una sua precisa connotazione economica e amministrativa; quest'ultima era esercita, in quell'anno, dal vescovo Gionata. Nel 1271, il 15 gennaio, circa centocinquanta uomini armati al soldo di Buonaccorsio Bardi, della famosa famiglia di banchieri fiorentini, tentarono di conquistare il Comune di Portogruaro. Il tentativo fallì, ma le conseguenze furono tragiche: molti documenti vennero distrutti nell'incendio del palazzo municipale.
Dieci anni dopo, a seguito delle guerre in Friuli, la città fu occupata per 32 mesi dalle truppe di Francesco da Carrara. Questo episodio mise in evidenza la necessità di chiedere un'annessione alla Patria del Friuli. I portogruaresi chiesero ufficialmente di stabilirsi sotto il veneto vessillo. Il senato veneziano approvò il 29 maggio 1420 il Privilegio di Portogruaro e da quel giorno i podestà arrivavano da Venezia. Il primo fu Zaccaria Bembo.
Dal Rinascimento al 1700
Con il governo della Serenissima Portogruaro ottenne una larga autonomia di tipo comunale e, oltre ai traffici dei prodotti delle campagne circostanti, i vantaggi commerciali concessi tra il Quattrocento ed il Cinquecento furono notevoli: monopolio del commercio del ferro diretto a Venezia, vendita del sale, controllo del transito delle merci verso i territori del Friuli e dell'Austria. Gli scambi con Venezia avvenivano su barca, lungo il corso del fiume Lemene e poi nella laguna veneta, invece verso la terraferma si sviluppava la rete stradale.
Gli scambi mercantili contribuirono a far diventare Portogruaro il centro più importante dell'area e intorno al 1500 la città conobbe un periodo di grande prosperità. Il censimento del 1548 permette di stimare la popolazione di Portogruaro in 3700 abitanti, collocandola quindi fra le città più popolose della Patria del Friuli, escludendo Udine che deteneva il primato assoluto. Nel 1586 il vescovo di Concordia si trasferì a Portogruaro, la quale pertanto ottenne il titolo di civitas. È datato 23 febbraio 1622 il primo documento che fa riferimento all'attività teatrale a Portogruaro
Sulla riva sinistra vennero realizzati numerosi fondaci, tra cui quello con annessa dogana posto immediatamente fuori dalla cinta muraria. Vennero inoltre avviati importanti interventi di renovatio urbis, con la pavimentazione delle vie, la ricostruzione dei ponti del Rastrello e della Stretta, e la realizzazione da parte di Cima da Conegliano della pala d'altare del Duomo.
Sotto il governo della Serenissima Portogruaro faceva parte della Patria del Friuli, e amministrata dal rappresentante della Serenissima a Udine. Nel 1587 vengono ottenuti dei privilegi che consentono una maggiore libertà giudiziaria dal luogotenente udinese, e nel 1616 Portogruaro ottenne lo scorporo dalla Patria del Friuli e la dipendenza diretta dalla Repubblica. Il XVII secolo segna però anche l'inizio del declino economico della città, come conseguenza della crisi economica di Venezia e della maggiore competitività di altri territori di terraferma della Repubblica. Nel 1789 viene costruito il Teatro Sociale, uno dei primi teatri all'italiana di tutto il Veneto.
| Portogruaro | |||
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| Molini di S. Andrea | |||
| Localizzazione | |||
| Stato | |||
| Regione | |||
| Città metropolitana | |||
| Amministrazione | |||
| Sindaco | Maria Teresa Senatore (Lega Nord - Forza Italia) dal 15-6-2015 | ||
| Territorio | |||
| Coordinate | |||
| Altitudine | 5 m s.l.m. | ||
| Superficie | 102,31 km² | ||
| Abitanti | 25 142[1] (31-12-2015) | ||
| Densità | 245,74 ab./km² | ||
| Frazioni | Giussago, Lison, Lugugnana, Portovecchio, Pradipozzo, Summaga | ||
| Comuni confinanti | Annone Veneto, Caorle, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Teglio Veneto | ||
| Altre informazioni | |||
| Cod. postale | 30026 | ||
| Prefisso | 0421 | ||
| Fuso orario | UTC+1 | ||
| Codice ISTAT | 027029 | ||
| Cod. catastale | G914 | ||
| Targa | VE | ||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||
| Cl. climatica | zona E, 2 649 GG[2] | ||
| Nome abitanti | portogruaresi | ||
| Patrono | sant'Andrea Apostolo | ||
| Giorno festivo | 30 novembre | ||
| Cartografia | |||
| Posizione del comune di Portogruaro nella città metropolitana di Venezia | |||
PORTOGRUARO
Geografia fisica
Territorio
La città di Portogruaro si sviluppa lungo le sponde del Lemene (pron. Lèmene), un piccolo fiume di sorgiva che, grazie alla sua navigabilità, favorì l'insediamento urbano. Il comune è collocato nel Veneto Orientale, che confina ad est con il Friuli Venezia Giulia. L'ambiente è pianeggiante e caratterizzato dalla ricchezza d'acqua, grazie alle numerose sorgive che alimentano corsi d'acqua, i quali da Nord scorrono verso la costa adriatica; prima delle bonifiche otto-novecentesche, la fascia costiera era costituita da aree lagunari, che dal mare risalivano verso l'entroterra per ca. 15–20 km e collegavano ininterrottamente la laguna di Venezia con quella di Marano. Portogruaro si colloca, quindi, in un territorio di confine tra pianura e mare, tra Veneto e Friuli.
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